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Day#4 Il Pellegrinaggio Day#4 The Publican Pilgrimage

“Ok rega… adesso ce penso io a sfonnarve”

Così più o meno comincia il 4 giorno. Si ricompone la ciurma, si recuperano (poco) le energie spese il giorno prima al Pool Party, e si parte verso la prima meta della serata, il beershop del nostro publican preferito, l’Hop&Pork di Cinecittà.

Marco ci accoglie esattamente con questa frase, e dopo averci derubricato il menu per la serata partiamo entusiasti verso il pellegrinaggio tra i migliori publican romani, i templi della birra artigianale nella capitale.

Ore 21: Ci stringiamo nella 500 di Marco e ci avviamo verso il suo secondo locale, il Sottosopra al Quadraro dove ancora una volta ci troviamo a degustare birre eccezionali. La Castigamat di Rurale e una Single Hop di Mikkeller sono solo alcune.

Ore 22: Ci spostiamo di poco e l’atmosfera del Barley Wine ci rapisce. Anche quest’altro locale di Marco offre una selezione di birre artigianali italiane, oltre che a vini biodinamici e di qualità. Fa specie vedere una scatola di Winterlude del Ducato vicino a una di Japa. Il cuore si gonfia.

Ore 23: Ci muoviamo verso la Brasserie 4:20. La creazione di Alex Liberati ci lascia di stucco. Più di 60 spine tra birre di Revelation Cat, Real Ales a pompa, sidri e birre da pazzi. La Vai Zen del Birrone c’è già. Vediamo se pure LuckyBrews riuscirà a trovare un posticino.

Ore 24: Cominciamo ad accusare un po’ il colpo di una serie di Double IPA di Revelation (la Double Dealer), ma la sete è ancora tanta. Riprendiamo la fida 500 e ci accentriamo. Girato l’angolo ci si affacciano delle piccole vetrine con esposte delle serie limitate di Birra del Borgo e Baladin. Li capiamo al volo dove siam capitati.

L’Open è un posto pazzesco, un sacco di vie e una selezione incredibile. Una parete di birre artigianali sta dietro alle spine e si staglia sopra la testa dei baristi come un’installazione di arte contemporanea. Si beve bene e la compagnia è ottima. Cosa vorremmo di più?

Ore 1.00:Ma che siete venuti a fa’“, ce lo chiediamo pure noi vista la quantità di birre in corpo. Ma non potevamo saltare questo splendido, quanto minuscolo pub. A detta di tutti è merito loro se a Roma ora si beve artigianale. E visto che ormai i beershop romani toccano la quota di oltre 300, bisogna dire che il loro lavoro questi ragazzi l’hanno fatto proprio bene.

Ore 2.00: L’Ammiraglio comincia a perdere i sensi. E Marco chiaramente rilancia con l’ultima tappa. L’amatriciana di Mastro Titta. Le leggende che riguardano questo pub notturno (la cucina chiude alle 6, le bevute anche fino alle 8!) ed il suo proprietario, lo precedono e questo posto da desperados, da animali notturni e da ultimo bicchiere e proprio quello che ci vuole per chiudere la serata.

Ore 4.30: Sveniamo come dei pupi sul matrimoniale dell’ostello. L’Ammiraglio è felice anche se non parla da un po’. Il giorno dopo si va a vedere Roma.

Ah e bisogna anche decidere dove si vuole andare.

Ma a questo ci pensiamo domani.

Raw But Different.

day 4e

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