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Day#7 Ultima Tappa, Mutonia, BolognaDay#7 Last Leg, Mutonia, Bologna

Cresce il sole su Senigallia e ci svegliamo dal nostro fresco giaciglio sull’Eremo. La notte è stata fresca e ci siamo riposati, finalmente. Leviamo le tende (letteralmente) e facciamo colazione con una frittura di pesce sul lungomare. Approfittiamo ancora un po’ della  spiaggia per far svolazzare un po’ sti nuovi freesbee e per darci un poco di colore, così una volta a casa non sembrerà poi così tanto che abbiamo fatto solo i vampiri in giro a pub.

Chiaramente la fritturina leggera leggera ci schiena, ci addormentiamo sotto il sole delle 2 e ci risvegliamo colore Campari soda. Giusto per portare a casa un ricordino dalla spiaggia.

Stravolti dalla calura, capiamo che è il momento per levare le ancore (stavolta figuratamente). Charlie ci aspetta per l’ultima tappa a cui teniamo veramente tanto.

Riprendiamo l’Adriatica con l’intento di raggiungere Mutonia nei pressi di Santarcangelo di Romagna, dove sono ormai installati da decenni i Mutoid Waste Company, una comunità di recycle artists inglesi che ha come particolarità quella di creare delle sculture con rottami metallici recuperati dagli sfasciacarrozze.

Noi i “Mutoidi” li abbiamo conosciuti nel lontano 2001, in quanto invitati al festival Monteciorock, a casa nostra a Montecchio Maggiore. Eravamo dei cinni, ma le loro sculture ed la loro cordialità ci sono rimaste così impresse che, nonostante i tanti anni passati, non potevamo non passare a salutarli, a vedere il loro laboratorio all’aria aperta. Un laboratorio che all’oggi è sotto minaccia.

Si perché a causa del vicino (la cui erba probabilmente non è poi così verde) è stata denunciata l’irregolarità dell’insediamento, e la comunità di Mutonia è all’oggi sotto sfratto. La gara di solidarietà per il salvataggio di una comunità di artisti così integrata nel territorio ed unica nel suo genere, non è tardata a partire. Stanno nascendo delle raccolte fondi, delle iniziative, per fare in modo che questo luogo continui ad esistere e a produrre arte.

Incontriamo anche Lucia, che ci accoglie con un “ciao tusi” e ci mostra il vecchio robot mutoide da 3 metri che nel 2001 dava il benvenuto al festival che ci ha dato così tanto. Sale la nostalgia e ci rendiamo conto che dobbiamo ripartire.

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Salutiamo tutti, compreso Andy degli Hormonauts un altro Mutoid di prima generazione che ormai è un romagnolo fatto, e ci dirigiamo con Charlie verso Bologna. Piano della serata: compleanno dell’Alchimista.

Il tour sembra non avere mai fine, ma siamo agli sgoccioli. Le ultime Black Isle da Chrysanthos ci congedano da Bologna. Ormai l’abbiamo fatta grossa, vediamo di tirarne fuori altre dal cilindro.

Raw but Different.

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