Progetti Finanziati con il POR FESR
2014-2020
Regione veneto
Vai a dettagli

Le cronache di Londra part 2

Continua l’esperienza londinese per il nostro Ammiraglio. Il resoconto questa volta da un protagonista della ormai celebre New Wave: Partizan Brewing.

Partizan è il secondo birrificio che ha accolto Samuele nel suo pellegrinaggio lavorativo nel cuore della capitale inglese. Situato a South Bermondsay, questo piccolo laboratorio birrario entra nel merito di quella che è stata soprannominata la “Beer Mile” di Bermondsey. Tanti altri birrifici, infatti, (tra cui the Kernel Brewery, Brew by Numbers e Four Pure) sono dislocati nel quartiere a poca distanza l’uno dall’altro. Molti tra questi hanno scelto come sede produttiva dei piccoli fabbricati ricavati dagli “underrail arches”, i sottopassi della ferrovia che collega il sud di Londra alla stazione di London Bridge.

I birrai

I birrai di Partizan sono due e come altri nella zona sono piuttosto giovani e molto hipster. Andy Smith (ex birraio di Redemption Brewery) e Joshua Wheeler (americano, ex birraio di Strand Brewing Co di Los Angeles) si dividono la sala di cottura, dove trova spazio un piccolo impianto da 5 hl avuto a costo zero da Kernel.

tini fermentazione Partizan Brewery

Le due personalità sono molto diverse, ma si completano perfettamente tra loro nel dare vita a dei prodotti eccezionali per originalità e potenza aromatica. “Si respira un clima favoloso. Musica lounge/chill out di sottofondo quando si produce con Andy, rock a tutto volume con Joshua” racconta Samuele. “I ragazzi sono molto disponibili e competenti. Lavorano con metodi e attrezzatura da homebrewers avanzati, ciò nonostante le birre sono spettacolari. Luppolate, con un gran carattere”.

Le birre

Partizan crea essenzialmente prodotti in cui è il luppolo a farla da padrone: Pale Ale, IPA e Saison. Tra queste spicca una Saison blendata con lambic di Girardin e una collaborazione con Mikkeller nell’ambito del progetto/competizione Rainbow Round promosso da Siren Craft. “L’idea è di unire un colore (il blu), un birraio inglese, uno straniero per ideare una birra che vada a comporre un arcobaleno di gusto”.

Tra le particolarità in fase di produzione, Samuele ci sottolinea che la fermentazione avviene a tini aperti – “sono dei pazzi, coprono il tino solo nella fase iniziale, con un pezzo di cartone addirittura ” – e la totale artigianalità della strumentazione. L’”underback” (il tino di rimessaggio per la chiarificazione del mosto prima del filtraggio), per esempio, è composto da una pentola casalinga con un rubinetto saldato a mano sul fondo. “Come le loro birre possano uscire così perfette e con una buona shelflife (6 mesi),– riferisce l’Ammiraglio – ancora è un segreto che non riesco a spiegarmi”.

Curiosità

In fase di produzione si ascolta molta musica, elemento ritenuto essenziale dai birrai, tanto che nella scheda della ricetta viene ogni volta meticolosamente riportato artista e album ascoltato durante la cotta.

Come tanti altri birrifici londinesi (quasi tutti) anche Partizan fa parte della London Brewers’ Alliance, un’associazione di categoria, simile alla nostra Unionbirrai, ma concentrata quasi esclusivamente sul movimento della capitale.

All’interno del birrificio vive il Partizan cat, un docile e sonnacchioso gatto nero che a detta di Andy “fights the mice and crime during the night”!.

Leave a Comment

0