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Rendez-vous in Vallonia part IRendez-vous in Vallonia part I

Ad agosto LuckyBrews se ne va in ferie. Ma di relax, anche stavolta, non se ne parla.

Le spiaggie dorate e le cime alpine le lasciamo a voi.

Il team ha bisogno di tuffarsi in altri tipi di mari e di scoprire (e riscoprire) nuovi orizzonti che ci aiutano a conoscere e alimentare ancor di più la nostra comune passione: la birra artigianale e il mondo che le sta attorno.

Quest’anno abbiamo scelto una meta nota, ben conosciuta in campo birrario, che riserva sempre grandi sorprese e che per questo non smette mai di affascinarci. Stiamo parlando del Belgio.

L’idea di questo viaggio è nata per gioco a giugno con i ragazzi di Malto Misto e Jungle Juice durante il Beer Park a Roma. Ci si chiedeva cosa sarebbe potuto succedere mettendo assieme 5 veneti e 4 romani a girare in lungo e in largo per la Vallonia a godere delle primizie locali. La curiosità (e la foga) è stata tale che il giorno dopo già stavamo sul sito di Ryanair a pianificare una tre giorni di rara intensità.

L’occasione era ghiotta. Voli a basso prezzo, l’ospitalità di Julien di Curtius in una Liegi addobbata a festa, alcuni dei nostri birrifici preferiti da visitare, le solite “frites”… e non ce la siamo lasciata scappare.

Partiti. Dopo un frugale incontro all’aeroporto di Charleroi siamo andati subito al recupero dell’Hacker unitosi alla comitiva in quel di Tournai. Zona carina la provincia dell’Hainaut. Placide campagne piatte dove pullulano allevamenti di manzo belga e fanno capolino qua e là dei piccoli centri abitati, ciascuno con la propria brasserie, dove il tempo sembra essersi fermato a 50 anni fa.

Qui incontriamo Laurent Agache, birraio e proprietario della Brasserie de Cazeau, un birrificio familiare che vede le sue origini nel 1753, ma che dopo una lunga storia di produzione fu costretto alla chiusura nel 1969 causa l’avanzata dello strapotere dei grossi gruppi industriali e delle pilsner lager che al tempo (e ancora oggi) furoreggiavano in Belgio. La grande forza di volontà di Laurent unita alla passione e all’attaccamento alla sua storia familiare lo spingono alla riapertura della produzione nel 2004. Con un impianto e dei fermentatori di occasione (tutto manuale) si rimette all’opera e inizia nuovamente a brassare delle birre splendide per fattura ed equilibrio, mantenendo comunque una forte vocazione per l’artigianalità che gli permettono di essere noto anche da noi in Italia nonostante la produzione annua contenuta (600hl).

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Tra tutte annoveriamo la Tournay Triple come ottimo esempio di stile, in armonia tra tradizione e innovazione. La semplicità di beva data dal malto pilsen si fonde con un fruttato quasi vinoso non eccessivamente dolce, anzi molto aromatico grazie al largo impiego di luppolo in fiore, anche in dry hopping. Brasserie de Cazeau produce anche una blonde, una stout ad alta gradazione perfettamente bilanciata tra tostato e torrefatto, una speciale di Natale e un’ottima saison secca, amara e aromatica in cui si nota l’impiego di fiori di sambuco che le conferiscono una piacevole freschezza: una vera delizia.

Salutato Laurent con la classica foto di rito e una cassa di primizie per estinguere la sete, partiamo per la prossima destinazione della giornata. Brasserie De Ranke.

…segue part II

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