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Rendez-vous in Vallonia part IIRendez-vous in Vallonia part II

La comitiva si muove in fretta per l’alta Vallonia. Dopo l’incursione lampo alla Brasserie di Cazeau, ci dirigiamo verso Dottignies per rendere visita a uno dei fari della produzione brassicola artigianale del Belgio. La Brasserie De Ranke.

Rinomata per il carattere amaro e luppolato di quasi tutti i suoi prodotti, De Ranke è da considerarsi tra i pochi produttori artigianali ad assumere un approccio completamente diverso rispetto le classiche produzioni cosiddette “spéciales” della scena belga. Le creazioni di Nino Bacelle (il birraio) sono caratterizzate da un largo impiego di luppolo, quasi tutto nobile (Hallertau e Tettnanger, ma anche Saaz, Challenger e Brewers Gold)e assolutamente solo in coni. La filosofia del birraio è quella di produrre prodotti assolutamente artigianali come un tempo (non filtra, non pastorizza e rifermenta in bottiglia), avvalendosi però dell’utilizzo di tecnologie più moderne (come maturatori refrigerati per rendere più pulito e asciutto il prodotto). Ed è proprio questo approccio che caratterizza ampiamente la gamma di birre di Nino.

Impianto di produzione con tino bollitura e boiler a fondo obliquo riscaldato a fiamma orizzontale.

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Tini di maturazione in cella a 14°C.

 Secche e asciutte, amare e aromatiche, le creazioni di De Ranke sono conosciute ormai in tutto il mondo, tanto che l’export si attesta ormai a più della metà dei quasi 4000 hl annui prodotti. Di De Ranke sono sicuramente molto conosciute la XX Bitter (una blonde amara), la Saison e la Noir de Dottignies (una scura tra una stout e una brune d’abbazia) e la Guldenberg, una triple che nonostante il carattere sicuramente più dolce si fa notare per l’intenso aroma luppolato dato dal dry-hopping.

Le creature De Ranke.

Ma sono le sue creazioni più particolari che ci hanno stupito. Innanzitutto la XXX Bitter, una variante più aromatica, amara e coinvolgente della sorella doppio X e poi le splendide Cuvée De Ranke e la Kriek De Ranke, due ottimi esempi di sapienza e savoir faire birrario, due birre a fermentazione mista che vedono l’assemblaggio di una base di birra appositamente brassata e lasciata ossidare da Nino in botti di rovere (simile alle flemish red-bruin) che verrà in seguito “blendata” con del Lambic acquistato da Girardin. Per la Kriek il procedimento differisce solo nella macerazione di un 25% di ciliegie acidule.

Durante la degustazione abbiamo anche avuto modo di assaggiare anche la Père Noel, la specialità natalizia non troppo ricca e pesante, ma anzi abbastanza amara e aromatizzata con della liquirizia. Nonostante il recente imbottigliamento già faceva presagire bene.

La visita e la degustazione sono state veramente un momento emozionante. Nino ci ha accolto piacevolmente, snocciolando curiosità, tecniche, ricordi e rispondendo entusiasticamente a tutte le nostre domande. Verso le 5 però ci vedevamo tutti un po’ di traverso. Abbiamo quindi raccolto i soliti souvenirs di rito e ci siamo messi in macchina. Destinazione Liegi. Prossima tappa Curtius, la microbrassérie Liègioise.

…segue

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